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Diario

Questa sezione del sito è dedicata a tutti coloro che desiderano comunicare la propria esperienza presso il Centro Clinico con una frase, una citazione, un pensiero...

Utilizzate il form a fondo pagina per inviarci il vostro testo.

Anna:

Perché non vogliamo farci davvero compagnia?!
Perché
 non cambiamo le nostre vite?!
La mia tristezza non vale troppo impegno...
Sono nata e morirò...questo e' successo prima di me e continuera' dopo...
Mi perderò nell'infinito e non rimarrà ricordo del mio profondo sentire...
Come fare tutto quello che c'è da fare in un battito di ciglia?!
Tutti presi dalla retorica delle nostre frasi tralasciamo l'essenza... forse non vogliamo arrivare a quella profondità, basta far sentire il proprio IO e ricordare al mondo di esistere, in gioco non ci mettiamo mai veramente, ci avviciniamo gli uni agli altri il giusto tempo per non crederci abbastanza...

Lunedì 16 Settembre 2013

Alina:
La sera mentre ero sulla strada di ritorno verso casa dall'ultimo incontro del laboratorio esperienziale 'IO E TE DAVVERO' si scatenò un temporale e la pioggia si prolungò poi nella notte. Uscendo dal centro clinico, come anche le volte precedenti, ero immersa nelle sensazioni e riflessioni che l'esperienza del laboratorio mi lasciava e mi portavo a casa e osservavo, mi rigiravo tra le mani e cercavo di sgarbugliare, semplificare, assimilare e la pioggia sembrava alleggerire la ricerca. Inciampai poi il giorno dopo in citazioni contenenti parole chiave azzeccate come riferimento per me a quello che ho fatto durante gli incontri e esprimere i pensieri che quella sera piovosa mi ha lasciato, perché...

Quando piove e quando è buio, sembra che tutto si semplifichi. Ed è solo perché non si vede.
Ed è solo perché il sibilo dell’acqua copre il rumore dei pensieri.  Il buio semplifica, nasconde il di più visibile. La pioggia ripulisce. E’ solo in certe condizioni che l’anima ansimante incontra il cuore e gli sussurra  che così no, così non si può andare avanti.

Lunedì 09 Settembre 2013

Antonino:

"Ad ogni modo, mi immagino sempre tutti questi ragazzini che fanno una partita in quell'immenso campo di segale eccetera eccetera. Migliaia di ragazzini, e intorno non c'è nessun altro, nessun grande, voglio dire, soltanto io. E io sto in piedi sull'orlo di un dirupo pazzesco. E non devo fare altro che prendere al volo tutti quelli che stanno per cadere dal dirupo, voglio dire, se corrono senza guardare dove vanno, io devo saltar fuori da qualche posto e acchiapparli. Non dovrei fare altro tutto il giorno. Sarei soltanto l'acchiappatore nella segale e via dicendo. So che è una pazzia, ma è l'unica cosa che mi piacerebbe veramente fare. Lo so che è una pazzia."
J D. Salinger, Il giovane Holden

 

Viandanti:

Il giovane Holden immagina una vita pregna di senso, quella finalizzata allo starsene sul bordo d'un burrone ad impedire che i bimbi che vi giocano intorno possano ruzzolarvi dentro.

Un'aspirazione che viene difficile immaginare nel cuore di chi, bambino, almeno una volta non sia precipitato in qualche dirupo...

Chissà...
È bello comunque immaginare che le nostre cadute non si infossino in noi come nuclei di rabbia o frustrazione, ma si facciano coraggiosamente spinte propulsive verso l'altro... a che non rischi di cadere o quanto recuperi fiducia nella propria capacità di rialzarsi.

Mercoledì 24 Luglio 2013

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